Distillati, liquori, vini e non solo. I prodotti premium saranno i favoriti nel 2021.
L’ancora attuale pandemia da COVID-19 sta influendo non solo sulla vita quotidiana e lavorativa, ma anche su alcuni mercati globali tra cui quello delle bevande alcoliche. La tendenza di questi ultimi anni era già rivolta alla premiumizzazione, con una maggior ricercatezza nelle materie prime e nella creazione di ricette innovative, ma con il COVID-19 che sta influenzando gli sviluppi di diversi settori, tale trend si è ancor più accentuato nei mondi distillati, liquori e vino.
Una recente analisi di mercato, a cura di IWSR, ha pubblicato un rapporto globale che esamina i driver e gli agenti del cambiamento che stanno plasmando l’intera industry degli alcolici. Questa ricerca ha identificato alcune macro-tendenze chiave da tenere d’occhio. Vediamole in seguito.
Sofisticazione e Premiumizzazione
La ricerca dell’autenticità è resa possibile da una maggior conoscenza da parte del consumatore e dal potere di spesa. Oggi la tendenza è quella di bere meno, ma meglio e dal report sono emersi i seguenti dati:
- Gli alcolici premium e super premium aumenteranno la propria quota di mercato del 13% entro il 2024, poiché i consumatori continueranno a privilegiare la qualità rispetto alla quantità;
- In termini di valore, la Cina risulta il più grande mercato mondiale di vini e liquori premium e a seguire si collocano gli Stati Uniti;
- In entrambi i Paesi si prevede che i brand di alcolici premium aumenteranno la quota di mercato, in termini di volume, di circa un punto percentuale tra il 2019 ed il 2024.
Tutti questi dati ci fanno comprendere che la premiumizzazione è tutt’altro che un trend in esaurimento. Anzi, sarà protagonista del 2021 e del prossimo futuro.
Tradizioni in evoluzione
La tradizione, ad oggi, va sempre più a braccetto con l’innovazione. In questi ultimi anni c’è stato un cambiamento generazionale nel comportamento degli acquirenti. Oggi sono i Millennials a guidare il mercato, una categoria di consumatori nati nell’era della globalizzazione, attaccati all’etica e ai valori.
Dal report IWSR sono emersi alcuni fattori che evidenziano come la pandemia stia modificando i comportamenti d’acquisto.
L’adattamento alle restrizioni e alle chiusure di bar e ristoranti ha costretto i consumatori, specialmente tra le giovani generazioni, a formare nuove abitudini di consumo che persisteranno anche nel prossimo futuro, con bevande da asporto in formati per loro convenienti.
Tra le categorie di alcolici che dovrebbero continuare a cavalcare la tendenza della premiumizzazione troviamo la tequila, cresciuta del 15% annuo tra il 2015 ed il 2019, ma anche altri distillati già popolari come il gin o il rum, e in generale tutti gli aperitivi, i prodotti ready-to-drink e vini.
Salute e consumo etico
Infine, la premiumizzazione sarà facilmente associabile alla salute al consumo etico. Il COVID-19 ha portato i consumatori verso una maggior attenzione al benessere personale, ma anche ad una consapevolezza sull’impatto ambientale di ogni singola scelta.
Ecco, quindi, che il consumatore diventa più moderato, riducendo il volume e le occasioni, ma prediligendo bevande di qualità superiore con l’idea che siano più sane. Inoltre, grazie alla crescente offerta di bevande a basso o zero contenuto di alcool, l’acquirente ha oggi più possibilità di prestare attenzione alla propria salute personale.
A proposito di tali bevande, la birra analcolica aumenterà la sua quota del 4,45% entro il 2024, proprio per il desiderio dei consumatori di sperimentare.
Da menzionare il vino biologico che prenderà sempre più piede nei seguenti territori: Francia, Germania, Regno Unito, Svezia, Giappone e Stati Uniti.
In conclusione
La premiumizzazione nel mondo delle bevande alcoliche è un trend che ci accompagna già da diversi anni e il COVID-19 non ha fatto che accentuare le esigenze di maggiore qualità da parte dei consumatori finali.
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