Il mercato globale del beverage è cambiato molto negli ultimi anni. Sono cambianti i prodotti, come ad esempio la vodka, il cui consumo, dopo i successi passati, è ora in calo. Per contro, alcuni prodotti stanno avendo una crescita esponenziale delle vendite. Ne sono un esempio il gin, la tequila e altri spirit che hanno segnato vendite record, malgrado siano minacciati da pesanti tasse, come il cognac sotto l’Amministrazione Trump.
Whisky e bourbon stanno andando molto bene. Alcuni esperti hanno dichiarato che il secondo sarà probabilmente in forte ripresa il prossimo anno.
Queste statistiche sono tutte direttamente influenzate dalla millenaria preferenza per le distillerie artigianali e, in generale, dal consumo dei loro prodotti.
Si potrebbe dire che il desiderio generale di consumo di alcolici e liquori stia assumendo connotazioni diverse rispetto al passato, in particolare per i consumatori occidentali, che preferiscono prodotti ben fatti, preparati con materie prime di buona qualità e realizzati con metodi tradizionali o pseudotradizionali.
Oggi le distillerie artigianali sono riuscite a generare profitti da una quota di mercato detenuta finora dai giganti del mondo del beverage. Questa tendenza ha costretto tutti, grandi e piccoli, a ripensare non solo i propri prodotti, ma anche e soprattutto il packaging.
Oggi più che mai, il packaging deve essere in grado di comunicare la qualità e l’autenticità di un prodotto. Soprattutto nel mercato degli spirit, l’attenzione si è via via focalizzata sulla scelta della chiusura, che è passata dall’essere un dettaglio quasi inosservato ad un vero e proprio accessorio decorativo, parte integrante del packaging e sempre più fedele ai valori del marchio.
L’utilizzo del packaging e delle chiusure come un vero e proprio strumento di comunicazione è una tendenza più o meno costante in tutto il mondo. E per rispondere a questa nuova esigenza, noi di Tapì ci stiamo muovendo su più fronti.
Il Messico e gli Stati Uniti, ad esempio, sono mercati particolarmente strategici per noi. La tequila ha registrato un’impennata negli ultimi anni e anche il mondo del mezcal ha dimostrato
grandi potenzialità.
Gli Stati Uniti sono strategici per motivi diversi. Uno di questi è il successo delle distillerie bourbon
artigianali, perché, come già detto, quando si intraprende questo tipo di business è importante essere tempestivi nelle consegne e reattivi con i servizi locali.
La Francia rimane un Paese chiave per il nostro business, grazie al cognac, che è un prodotto molto importante per noi, sia dal punto di vista dei ricavi che del posizionamento del Gruppo in questa specifica nicchia di mercato. Possiamo tuttavia vantare ottimi risultati anche con altri prodotti, come il whisky francese, il gin, il rum, la vodka e altri distillati, ma anche con i prodotti dell’industria dei profumi, dei cosmetici, dei condimenti e presto anche della birra artigianale.
Un altro mercato strategico del Gruppo è naturalmente la Scozia, che offre enormi opportunità di sviluppo per l’azienda nel suo complesso. Parallelamente continuiamo a lavorare con alcuni mercati tradizionali, come l’Italia, la Germania, la Spagna, la Gran Bretagna e l’America centrale e meridionale, dove seguiamo con attenzione il possibile boom della cachaça premium e super premium.
Negli ultimi anni abbiamo osservato una crescita costante, in termini di produzione di alcolici, in Asia orientale e in India, il che spiega il nostro dinamismo per individuare nuovi potenziali clienti in queste aree.
Pensa globalmente, agisci localmente.
Questo è ciò che i nostri clienti ci chiedono sempre più spesso e questo slogan potrebbe essere usato per riassumere il mio ruolo di Global Strategic Account Manager.
Occorre globalizzarsi e mettere a punto un solido piano di emergenza, ma al contempo è necessario offrire un servizio locale, attento alle specificità dei diversi mercati.
Il mio lavoro implica una buona attitudine a negoziare con referenti di tutto il mondo, senza trascurare né sminuire i contatti locali, che sono fondamentali, sia come acquirenti, sia nello sviluppo del packaging. Ciò impone una certa diplomazia nei rapporti con i clienti e l’adozione di diverse modalità di lavoro.
I fusi orari, ad esempio, hanno un forte impatto nel mio lavoro, considerando dove vivono i miei clienti e inoltre mi trovo spesso in viaggio. È utile saper comunicare in varie lingue, oltre che nella mia lingua madre, il francese. Ovviamente l’inglese e anche l’italiano sono utili per le comunicazioni interne e con alcuni clienti chiave, così come, per gli stessi motivi, lo spagnolo. Non meno importante è la capacità di lavorare in team e di dialogare attorno a un tavolo assieme ai vari reparti aziendali, come la Direzione Generale, le Vendite, il Marketing, gli Acquisti, la Ricerca e Sviluppo, la Produzione, la Qualità, l’Amministrazione e così via.
Senza un lavoro di squadra è impensabile concludere un affare di 80 milioni di chiusure, anzi, direi impossibile. Questo, forse, è l’aspetto più interessante di questo nuovo ruolo.
Ho la fortuna di lavorare con dei colleghi fantastici, che hanno capacità incredibili. Sono convinta che un grande successo si assapori meglio se si ottiene grazie al lavoro di squadra.
Questo articolo è pubblicato sulla nostra
rivista cartacea TapInk.
Richiedi la tua copia per essere sempre aggiornato sul mondo di Tapì
Related Posts
LA GAMMA DI PRODOTTI SIGNATURE FIRMATA DA TAPÌ
Il progetto Signature nasce in Francia qualche anno fa, inizialmente per soddisfare la richiesta di alcuni mercati premium,...
CLINICA DE DESIGN EXPOPACK: DESIGN, INNOVAZIONE E TENDENZA PER I PACKAGING WINE & SPIRITS
Un mese ricco di eventi quello di giugno 2019. Dopo WinExpo Georgia (wine expo è stato dopo gli altri due) ed Expochaça, siamo...

